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Contravvenzioni d'epoca ai Giardini Margherita

signore sedutoUn dato divertente riguardante i Giardini Margherita sono le contravvenzioni che venivano fatte all’epoca.
Nel libro “I Giardini Margherita”, Silvia Cuttin ricorda che dal 29 Luglio all’11 Agosto del 1900, quindi in circa 20 giorni, furono rilasciate dagli ufficiali di polizia, addetti al controllo del pubblico passeggio, ben 162 multe.

Tali contravvenzioni erano così suddivise: 62 per persone che si erano sdraiate sui prati, 6 a chi si era seduto sul prato (pare che la contravvenzione cambiasse!) e 21 per persone che avevano semplicemente camminato sui prati; 7 a coloro che avevano tirato sassi contro le piante (una strana multa per uno strano passatempo…), 17 a coloro che sulle piante si erano arrampicati e 9 a chi aveva raccolto fiori; 17 contravvenzioni destinate a chi si era sdraiato sulle panche, 18 per sognatori che si erano avventurati a girovagare per i boschetti del parco e infine 5 alle biciclette transitanti sui viali dei Giardini Margherita.

Da non dimenticare qualche arresto per oltraggio al pubblico pudore, che secondo i verbali dell’epoca erano vere e proprie scene a luci rosse! Alcune coppie, con la colpa di essersi lasciate andare a effusioni poco gradite in pubblico, venivano portate in questura e poi direttamente in carcere.

I vigili urbani, ogni giorno, percorrevano il parco in coppia, portando la bicicletta a mano.
Controllavano che i bambini non giocassero a pallone, altrimenti il pallone veniva sequestrato, anche perché neanche si poteva camminare sulle aiuole, figurarsi inscenare una partita di pallone!

I vigili inoltre facevano la multa ai ciclisti che non avevano il libretto di circolazione o il campanello.
La bicicletta a Bologna si diffuse negli ultimi vent’anni dell’Ottocento e divenne subito molto popolare; perciò fu necessario regolamentarne immediatamente la circolazione.
Ogni bicicletta, infatti, doveva avere un freno, un campanello e un fanale anteriore e doveva marciare in mezzo alla strada tenendosi lontano da muretti, marciapiedi, portici e viali e nel parco laddove era permesso il transito ai pedoni